Rapporto CiVIT: gli obblighi di pubblicazione delle PA? Un caos normativo

Pubblicato sul sito di eGOV News

“Lo stato attuale delle regole in materia di obblighi di pubblicazione delle amministrazioni è connotato da frammentazione e ridondanza”. Se il Rapporto per la semplificazione della Trasparenza pubblicato pochi giorni fa da CiVIT fosse un romanzo giallo, esordirebbe con l’ammissione del delitto…

Nel contenuto in sintesi che introduce la relazione, che ha visto coinvolte 31 amministrazioni centrali e 2 associazioni, si osserva infatti che “Decine di disposizioni, eterogenee tra loro per contenuto e ambito soggettivo di applicazione, rendono difficile la fruizione delle informazioni da parte dei cittadini ed incidono sull’effettiva conoscibilità degli obblighi e sul relativo adempimento da parte delle amministrazioni”. Il rapporto fa seguito alla rilevazione da parte della CiVIT di 96 obblighi di pubblicazione per le PA, che ha spinto la Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle Amministrazioni Pubbliche a coinvolgere ministeri, enti pubblici nazionali e associazioni per approfondire l’argomento e verificare l’eventuale presenza di ulteriori adempimenti. Il 94% delle amministrazioni ha risposto, segno di grande attenzione alla tematica.

Le osservazioni pervenute hanno evidenziato alcune criticità importanti nel tessuto normativo inerente agli obblighi di pubblicazione per le PA: “definizione poco chiara dei contenuti delle disposizioni, frequenti interventi su oggetti analoghi non coordinati fra loro, rinvio a disposizioni di attuazione che, se non adottate (per alcuni obblighi non risultano, infatti, ancora adottate le disposizioni di attuazione, ad esempio per i tempi medi di pagamento e per gli oneri informativi gravanti sui cittadini e sulle imprese) incidono negativamente, oltre che sulla comprensione dei contenuti, sull’effettività degli obblighi e sull’attuazione del principio di trasparenza. Circa l’ambito soggettivo di applicazione degli obblighi, il legislatore ha, nel tempo, introdotto criteri diversi di individuazione dei soggetti obbligati, utilizzando formulazioni non univoche ovvero riferendosi a categorie talora generiche e indeterminate di amministrazioni”.

Il 90% delle amministrazioni ha evidenziato sovrapposizioni fra norme in merito alla pubblicazione di dati concernenti:
a) sovvenzioni, contributi, crediti e sussidi di natura economica, per i quali si riscontrano almeno sei norme intervenute dal 1996 ad oggi (da ultimo la stessa legge “anticorruzione” la n.190/2012);
b) incarichi e consulenze, previsti in cinque diverse disposizioni normative;
c) organizzazione (es. organigramma, articolazione degli uffici, ecc), dirigenti (nominativi, retribuzioni, CV), servizi erogati, contratti pubblici contenuti, rispettivamente, in tre diverse norme”.

Inoltre, per 44 dati la cui pubblicazione è obbligatoria esiste anche un concomitante obbligo di comunicazione ad una o ad altre amministrazioni (per lo più il Dipartimento della Funzione pubblica e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, oltre che l’ISTAT per le rilevazioni previste dal programma statistico nazionale). Sicuramente questa ridondanza operativa contribuisce ad aggravare il carico di lavoro delle PA, che si trovano a dover far fronte ad una serie di adempimenti superflui. Oltre all’analisi della sovrapposizione normativa, il rapporto CiVIT evidenzia le tematiche di interesse per i siti della PA. In particolare, gli Enti coinvolti hanno segnalato una certa attenzione, da parte di cittadini e stakeholders, verso bandi di concorso, bandi di gara e procedure ad evidenza pubblica. Alcune PA hanno inoltre sottolineato l’opportunità di rendere obbligatoriamente pubblici altri dati, come ad esempio le informazioni sugli incarichi dirigenziali ad esterni. In 20 pagine, il rapporto raccoglie quindi l’esito delle risposte pervenute dagli Enti coinvolti, attraverso semplici tabelle riassuntive che mettono a nudo il guazzabuglio normativo con cui le PA si devono confrontare in ambito di pubblicazione di dati. La tabella sottostante, per esempio, riassume in maniera molto chiara e sintetica le sovrapposizioni:


DATI INFORMATIVI SULL’ORGANIZZAZIONE E I PROCEDIMENTI

Organizzazione (3)
Posta elettronica (2)
Procedimenti (2)
Atti e documenti a corredo delle istanze (2)

DATI INFORMATIVI RELATIVI AL PERSONALE 
Nominativi, retribuzioni, CV dirigenti (3)
Ammontare dei premi relativi al personale (2)

DATI RELATIVI A INCARICHI E CONSULENZE (5)

DATI SUI SERVIZI EROGATI (3)

TRASPARENZA SULLE PARTECIPATE (2)

DATI DI BILANCIO
Piani indicatori e risultati attesi di bilancio (2)

DATI SOVVENZIONI, CONTRIBUTI, CREDITI, SUSSIDI E BENEFICI DI NATURA ECONOMICA (6)

CONTRATTI PUBBLICI (3)

TOTALE (35)

La CiVIT non si limita a raccogliere e classificare le risposte degli Enti coinvolti, ma li interpreta, fornendo uno spaccato comunque incoraggiante per quanto riguarda l’azione delle PA:
attenzione in merito all’applicazione delle norme sulla trasparenza e conoscenza delle stesse, confermate dalla forte partecipazione allo studio effettuato e dalle numerose osservazioni;
condivisione dello spirito di trasparenza, attraverso la segnalazione di altri dati che sarebbe opportuno rendere obbligatori;
mancanza di consapevolezza dello scopo ultimo di trasparenza, intesa come fruizione delle informazioni da parte dei cittadini e degli altri portatori di interesse. Questo elemento emerge da una serie di fraintendimenti e ambiguità nelle risposte date, oltre che dal fatto che il 24% degli Enti non dispone di strumenti in grado di misurare le visite al proprio portale;
necessità di riordino e manutenzione della disciplina normativa.
Nelle conclusioni la CiVIT indica la soluzione, che passa inevitabilmente da una semplificazione normativa. Oltre a un accorpamento dei testi normativi, necessario per dare una maggiore conoscibilità della materia, vengono indicati i criteri da seguire:
“- chiarezza del contenuto degli obblighi di pubblicazione sia riguardo ai soggetti tenuti ad osservarli, sia in relazione al loro oggetto;
– riduzione delle sovrapposizioni tra gli obblighi di pubblicazione;
– limitazione, laddove sia possibile in considerazione delle finalità perseguite, delle sovrapposizioni tra gli obblighi di pubblicazione e gli obblighi di informazione e trasmissione ad altri enti al fine di poter ridurre l’aggravio per le singole amministrazioni;
introduzione, per limitate categorie, di ulteriori dati di cui rendere obbligatoria la pubblicazione”.

Il rapporto è sintetico (20 pagine), di facile leggibilità e ha il grande pregio di descrivere in maniera chiara, asciutta e sincera il contesto analizzato. Consigliato a chiunque voglia farsi un’idea sull’argomento e soprattutto al legislatore, che tra qualche settimana avrà gli strumenti e la responsabilità di gestire questa situazione.

Aldo Lupi
https://giornodalupi.wordpress.com/

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Pubblicato il 8 gennaio 2013, in Uncategorized con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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