Dove e come cambiano gli Enti Locali

Pubblicato su Speciale Informatica e Innovazione – Allegato n. 5  2009 al mensile Strategie Amministrative

Scritto in collaborazione con Carmine Galluzzi

Gli scenari evolutivi della Pubblica Amministrazione si muovono su più tavoli, frutto delle frenetiche innovazioni tecnologiche, normative e organizzative che contraddistinguono gli ultimi tempi.

È praticamente impossibile identificare degli elementi comuni di sviluppo che un’Amministrazione deve portare avanti: le possibilità finanziarie per investimenti non sono illimitate, spesso è necessario fare una scelta di campo sulla base sia delle risorse disponibili sia degli aspetti per cui l’Amministrazione ha dimostrato maggiore sensibilità. Quello che si può fare è analizzare quali sono i terreni più coinvolti nel processo di cambiamento, per poi fare le proprie scelte.

 

Dematerializzazione

Ormai lo si è capito da un po’: la mole di carta prodotta nelle Pubbliche Amministrazioni è un autentico flagello. La duplicazione dei documenti ha costi elevatissimi, non solo come consumi materiali di carta ma anche come successive spese di archiviazione, in termini finanziari ma anche logistici. L’approccio risolutivo a questo problema è duplice: da un lato occorre far diventare inutile la fotocopia dei documenti, rendendone sempre accessibile una copia in formato digitale che sia anche facilmente ricercabile; dall’altro si deve lavorare per generare documenti informatici che abbiano valore legale, evitando a monte di creare originali cartacei. L’aspetto a cui si deve prestare grande attenzione è che questa nuova forma di gestione documentale deve necessariamente passare attraverso la revisione processi organizzativi: il flusso di documenti informatici non deve “scimmiottare” il vecchio flusso di documenti cartacei, altrimenti si rischia di costruire un processo più macchinoso del precedente che sarà inevitabilmente destinato a fallire. Cambiando gli strumenti, deve cambiare anche l’approccio organizzativo e operativo.

 

Interscambio dei dati

L’informazione all’interno delle P.A. è un patrimonio che va condiviso affinché sia valorizzato al meglio. Le direzioni verso cui muoversi anche in questo caso sono due: all’interno dell’Ente è importante lavorare sulla cultura della condivisione, formando il personale all’utilizzo in consultazione delle informazioni attraverso i software disponibili (per esempio dati anagrafici, bilancio, protocollo ecc). Le resistenze a questo approccio sono diverse, ma inconsistenti: la privacy (l’art. 19 del D.Lgs. 196/2003 recita che il trattamento di dati personali ma non sensibili o giudiziari è consentito all’interno dell’Ente per motivazioni di carattere istituzionale), o giustificazioni del tipo “io non devo fare il lavoro degli altri uffici”, “se gli altri uffici accedono ai dati che gestisco poi chissà cosa succede”. Occorre individuare gli strumenti adatti e lavorare sulla cultura della gestione dell’informazione da parte dei dipendenti. L’altra direzione è quella dell’interscambio fra i diversi Enti: gli strumenti tecnologici attuali rendono possibile la gestione di un patrimonio informativo rilevante che può portare un notevole valore aggiunto (basti pensare ad esempio alla facile reperibilità dei dati catastali).

A supporto di entrambe queste possibilità sarebbe strategicamente importante rappresentare le informazioni attraverso Sistemi Informativi Territoriali, che consentono la georeferenziazione dei dati e la loro rappresentazione su mappe del territorio: sotto questo aspetto gli scenari di sviluppo strategico sono interessantissimi.

 

Open source

Il movimento open source nel panorama tecnologico ha raggiunto una sua maturità. Non è più in mano a pochi eletti, si è ormai creato una strato di condivisione delle risorse facilmente accessibile. Il fenomeno interessante è che, soprattutto in certi ambiti, alcune aziende sono riuscite a puntare sulle risorse open source per realizzare prodotti di alta qualità a prezzi accessibili, riuscendo a costruire un modello economicamente sostenibile sia per l’acquirente che per il fornitore. È importante informarsi sugli standard esistenti e sulle possibilità già disponibili prima di effettuare un investimento.

 

La cultura del personale

È l’unico investimento indispensabile per qualsiasi P.A.. I tagli alle spese del personale rendono indispensabile ricorrere sempre di più a risorse esterne, tramite contratti di appalto di servizio.

Il personale interno deve sempre più specializzarsi nelle proprie funzioni istituzionali e nella gestione di servizi esternalizzati. Cambia quindi la professionalità delle risorse: scompariranno i tecnici di basso livello per lasciare il posto a dei manager, in grado di governare efficacemente il rapporto con i fornitori.

Diventa quindi fondamentale investire sulla riqualificazione delle risorse umane. Tutti gli altri elementi – web, wireless e altre tecnologie – sono solo strumenti a servizio del rapporto tra P.A. e Cittadino.

 

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Pubblicato il 5 dicembre 2009, in Nella Rete con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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