SIT: una mappa digitale del territorio

Pubblicato sul sito di Pubblicaamministrazione.net

Cosa sono i Sistemi Informativi Territoriali, come si realizzano e quali vantaggi apportano

La terminologia corrente in ambito di gestione informatica dei dati territoriali fa largo uso dei termini GIS e SIT, utilizzandoli come sinonimi. In realtà i concetti sono leggermente differenti e pongono l’enfasi su aspetti diversi dello stesso argomento. In particolare, le definizioni sono le seguenti:

  • GIS: Geografic Information System. Si riferisce al sistema informativo geografico, cioè a un sistema informatizzato per la gestione di dati che poggia sulla rappresentazione della Terra e delle superfici terrestri ai più diversi livelli di dettaglio. È in pratica un’elaborazione dei dati che non può prescindere dall’aspetto cartografico di aggregazione delle informazioni.
  • SIT: Sistema Informativo Territoriale. Differentemente dalla definizione precedente, la gestione dei dati in questo caso si riconduce a un ambito di delimitazioni amministrative e non necessariamente cartografiche. Il supporto cartografico nel caso del SIT è una componente supplementare, mentre per il GIS è un elemento determinante.

In entrambi i casi, comunque, le definizioni mantengono un ambito che non circoscrive semplicemente gli aspetti hardware e software di una soluzione, bensì delineano un insieme di tecnologie, strumenti organizzativi, processi e procedure che hanno come fine ultimo la memorizzazione, la manipolazione e l’elaborazione di dati territoriali.

La finalità dell’articolo è quella di delineare gli aspetti più determinanti di un SIT, cioè di un sistema di gestione dati che pone l’enfasi sull’aspetto gestionale e organizzativo dei dati stessi.

Il problema di fondo: la ridondanza dei dati

L’esercizio delle funzioni amhttps://giornodalupi.wordpress.com/wp-admin/post-new.phpministrative e territoriali degli Enti Locali viene svolto tramite l’utilizzo di banche dati che raccolgono, gestiscono e referenziano informazioni relative al territorio: dai servizi demografici alla gestione dei tributi, dalla gestione dell’edilizia a quella di polizia locale.

La richiesta di residenza di un privato cittadino, la procedura di inizio attività, una pratica edilizia, il pagamento di un tributo sono tutte testimonianze raccolte dall’Amministrazione che “raccontano” la vita dei cittadini e delle imprese operanti sul territorio.

Una miriade di dati gestiti da uffici diversi che, purtroppo, nella quasi totalità dei casi sono gestiti in maniera del tutto scorrelata tra loro, per diversi motivi: il diverso livello di informatizzazione degli uffici, l’utilizzo di software differenti, differenti esigenze normative da parte degli uffici, la mancanza di un disegno di fondo per la gestione unificata del dato.

Tutto ciò porta a un’incredibile ridondanza e incongruenza dei dati gestiti dall’Ente. Negli ultimi anni si è percepita sempre più la necessità di organizzare tali elementi, con l’obiettivo di fondo di gestire in maniera efficiente le risorse.

SIT: prodotto o progetto?

Il SIT costituisce una piattaforma software in grado di andare a ricercare e incrociare tra loro informazioni attraverso le banche dati esistenti, con lo scopo di evidenziare eventuali incongruenze. Così, se Mario Rossi ha chiesto la residenza in Via dei Mille, la registrazione presso la banca dati dell’anagrafe dovrebbe trovare una corrispondenza nelle dichiarazioni di cessione fabbricati presso la polizia locale e la registrazione presso l’ufficio tributi per il pagamento di imposte e tasse territoriali. Il SIT dovrebbe essere in grado di rilevare e segnalare questo genere di “incroci”.

Le software house sono già impegnate da qualche anno nella realizzazione di programmi di questo genere, talvolta con risultati più che apprezzabili.

Tuttavia il vero fattore di successo, più che un buon software, è un ottimo progetto. I programmi non sono mai la soluzione ai problemi, bensì uno strumento al servizio di un progetto che sappia tener conto degli aspetti tecnologici, operativi, organizzativi e soprattutto umani del contesto in cui si deve operare. Per realizzare un SIT, occorre gestire le seguenti fasi:

  1. Progettazione: è il momento in cui si definiscono gli obiettivi che si vogliono raggiungere e si identificano le risorse umane coinvolte, definendone ruoli e competenze. Si analizzano le banche dati esistenti e il modo in cui verranno tra loro interconnesse, individuando la soluzione più adatta sul mercato per raggiungere gli obiettivi prefissati. Si determinano le necessità finanziarie e le relative fonti di reperimento.
  2. Realizzazione: in questa fase si procede all’implementazione della soluzione delineata nella fase precedente, coordinando il lavoro di tutte le risorse coinvolte nel progetto. Si procede alla realizzazione della piattaforma di gestione dati, affrontandone le problematiche relative. Si agisce sul consolidamento organizzativo della struttura, attraverso una adeguata campagna di formazione degli uffici che la manterranno efficace negli anni.
  3. Mantenimento: una volta realizzata la struttura, è necessario mantenerne l’efficacia, attraverso il coinvolgimento di tutti coloro che operano nell’Ente. Questo si ottiene tramite una campagna informativa sull’utilizzo dei dati gestititi: i risultati ottenuti devono essere fruibili da tutta la struttura, per massimizzarne l’utilità. È indispensabile che tutti siano consapevoli della rilevanza del lavoro svolto, affinché le banche dati vengano mantenute aggiornate correttamente. Infatti un elemento importante da considerare è che, a regime, i dati non si manterranno magicamente allineati: occorre costituire una “cabina di regia” che tirerà le fila della struttura, incrociando i dati registrati e segnalando ai singoli uffici eventuali incongruenze. La costituzione di un “ufficio SIT” che vigili sulla coerenza dei dati e l’efficienza dei processi è un elemento indispensabile. Senza di esso, la struttura dati così faticosamente realizzata diventerebbe una fotografia, destinata a perdere di aderenza rispetto alla realtà col passare del tempo.

Risorse umane coinvolte

Per quanto riguarda il personale coinvolto nella realizzazione di un SIT è necessario distinguere la fase di sviluppo e realizzazione da quella di aggiornamento e funzionamento a regime. Infatti, mentre nella prima sono necessarie professionalità altamente specializzate, nella seconda, dopo un’adeguata formazione, i tecnici comunali sono gli elementi più adeguati, poiché hanno un contatto diretto e quotidiano con il territorio.

Come precedentemente descritto, la progettazione e realizzazione di un SIT è un’attività molto delicata che necessita di personale altamente specializzato. Compito di questi professionisti è quello di ottimizzare e integrare tutti i dati disponibili e concepire la struttura operativa e organizzativa che li gestirà.

In fase di sviluppo del SIT si renderà necessario costituire un ruolo di gestore delle banche dati, che si occuperà delle fasi di integrazione delle stesse e della creazione di viste e di strumenti di analisi.

Sarà inoltre necessaria una fase di formazione all’utilizzo dell’applicativo per gli utenti, che dovranno utilizzarlo per la consultazione e la gestione dei dati. La formazione verrà svolta durante le fasi di realizzazione della struttura stessa.

I benefici

Normalmente la molla che fa scattare nell’Amministrazione il desiderio di realizzare un SIT è di carattere tributario: attraverso un concreto controllo dei dati territoriali è possibile combattere l’evasione fiscale, facendo affluire nelle casse dell’Ente risorse finanziarie talvolta rilevanti.

Ma una volta realizzata la struttura, si scoprirà di avere a disposizione un potente strumento di controllo del territorio: è possibile identificare tendenze evolutive della distribuzione della popolazione e delle unità immobiliari, prevenendo necessità e organizzando efficientemente l’erogazione dei servizi sul territorio.

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Pubblicato il 19 ottobre 2007, in Nella Rete con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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